Il Dott. Paolo Mattavelli, R&D Manager, ci parlerà di un altro problema che si può verificare negli impianti AC/R ...  

Il chimico risponde: acidità in un Impianto di Climatizzazione e Refrigerazione

Ritorna la rubrica “Il chimico risponde”. Oggi il nostro responsabile dell’area ricerca e sviluppo, il Dr. Paolo Mattavelli, ci parlerà di un altro problema che si può verificare negli impianti AC/R e A/C auto: l’accumulo di acidità.

Tempo di lettura: 5 min

Il tema di oggi è l’acidità che si può formare all’interno di un impianto di climatizzazione e refrigerazione.

    1. Descrivici il problema dell’acidità in un impianto AC/R e A/C?
      L’acidità nell’impianto aggredisce la sua struttura metallica, provocando ossidazioni e corrosioni di diversa natura. Esse possono portare a diversi problemi: perforazione delle tubature e degli scambiatori, bruciatura degli avvolgimenti, compromissione del lavoro delle parti mobili e produzione di particolato di ossidi di metalli vaganti nel sistema. Inoltre, la presenza dell’acidità accelera il decadimento degli altri componenti chimici, come gas refrigeranti e lubrificanti, favorendo un’ulteriore formazione di umidità e conseguente acidità.


    2. Perché si forma l’acidità?
      L’acidità in un impianto AC/R si genera normalmente per la decomposizione naturale dei gas refrigeranti e dei lubrificanti in uso: questi derivati possono reagire con l’umidità normalmente presente nell’impianto AC/R formando acidi organici, carbonici, cloridrici e fluoridrici.


    3. È un fenomeno naturale oppure è un’anomalia?
      È un fenomeno che deve essere arginato con una corretta manutenzione.


    4. Quali sono le conseguenze dell’acidità in un impianto AC/R?
      Gli acidi hanno un’altissima aggressività verso i metalli e causano la formazione di perdite, la bruciatura degli avvolgimenti e del compressore, il blocco delle valvole e la formazione di particolato di ossidi di metallo liberi vaganti per il sistema. Nei casi più gravi, l’acidità può comportare la rottura del compressore.


    5. Quali sono le conseguenze dell’acidità in un impianto A/C auto?
      L’acidità in un impianto A/C auto comporta le stesse problematiche riscontrabili in quelli AC/R tra cui la formazione di perdite, il blocco delle valvole e la formazione di particolato di ossidi di metallo liberi vaganti per il sistema.


    6. Come si capisce se è presente dell’acidità nell’impianto?
      Alcuni impianti sono dotati di un sensore o di una specula che individua la presenza e il livello di acidità. Quest’ultimo si può rapidamente individuare anche prelevando piccole porzioni di lubrificante ed eseguendo un test specifico, utilizzando Acid-Test, da noi elaborato appositamente per verificare la presenza di acidità nell’impianto AC/R e A/C auto.


    7. Come si risolve il problema dell’acidità?
      Il problema dell’acidità deve essere contrastato principalmente attraverso l’utilizzo di additivi antiacido. Essendo l’acidità generata in primis dall’umidità è necessario mantenere sotto controllo il livello di quest’ultima. Anche l’azione volta alla riduzione di ossidi dei componenti dell’impianto ha un forte impatto sulla formazione di acidità. Quindi è importante mantenere un’adeguata carica di antiossidante e di anticorrosivo del lubrificante scelto. Infine, è importante evitare la formazione di luoghi di deposito: con questo termine si intende il sedimento di alcune frazioni del lubrificante nell’impianto dovute al fenomeno dell’Oil Fouling. Queste frazioni diventano il luogo di formazione e di propagazione dei danni derivanti dall’acidità.


    8. Quale prodotto consigli di utilizzare e perché?
      Consiglio No-Acid Ultra, additivo neutralizzatore di acido per impianti di climatizzazione e refrigerazione. Si tratta del prodotto ideale per diversi motivi. Innanzitutto, elimina completamente i residui di acidità presenti nel lubrificante e nel gas refrigerante degli impianti AC/R e ne riduce il livello di umidità.In secondo luogo, aumenta l’efficacia del lubrificante del compressore, senza causarne cambiamenti chimici. Inoltre, estende la vita del compressore e riduce l’attrito al suo interno, diminuendone vibrazioni e rumore. No-Acid Ultra riduce anche i costi di manutenzione dell’impianto e le emissioni di CO2 e la sua azione è permanente nel tempo.

      Infine, è compatibile con tutti i gas refrigeranti incluso CO2 ad esclusione di R717 (ammoniaca) ed è idoneo per tutti i tipi di impianti di Climatizzazione e Refrigerazione (A/C AUTO e AC/R).


    9. È possibile evitare che si formi l’acidità? Se sì, come?

      È possibile selezionando gas refrigeranti, lubrificanti e additivi di qualità che sostengano la loro stabilità. È possibile evitare la formazione di acidità tenendo sotto controllo l’ossidazione e il livello di umidità attraverso una buona additivazione e un’attenta manutenzione del filtro anti-umidità.Inoltre, nella progettazione dell’impianto è fondamentale evitare gli accumuli di cariche elettriche predisponendo adeguati sistemi di scarica. Per sicurezza, è consigliabile prevenire il problema inserendo nel sistema una dose di prodotto anti-acidità che prevenga la sua formazione sin dal principio.


    10. Hai qualche consiglio per i nostri lettori?
      Sì. Innanzitutto, eseguire sempre il piano di manutenzione specifico. In caso di bruciatura del compressore è tassativo un lavaggio profondo del sistema e l’utilizzo di prodotti antiacido a protezione del nuovo gas refrigerante e lubrificante. Infine, consiglio di non utilizzare lubrificanti con tassi di acidità già elevati per il prodotto nuovo.
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