Desideriamo iniziare a svelare i volti di chi in Errecom lavora e opera con passione e professionalità per ...      

Luca Ronga: Presidente e Fondatore di Errecom Spa

Desideriamo iniziare a svelare i volti di chi in Errecom lavora e opera con passione e professionalità per dare risposte puntuali ai bisogni dei clienti, alla luce delle nuove esigenze e necessità che il mercato e il contesto impongono. Lo facciamo con lo strumento dell’intervista, desiderosi di far conoscere le persone che fanno di Errecom un’eccellenza italiana conosciuta anche oltre gli stretti confini nazionali. Poche domande, alcune legate alla sfera personale ed altre alla dimensione professionale, pensate per rivelare chi sono le persone che, con passione ed impegno, quotidianamente operano in Errecom.

Tempo di lettura: 16 min

“Le idee e i progetti camminano sulle gambe della gente”, si diceva un tempo. E noi lo diciamo ancora! È proprio con questa convinzione che avvertiamo il forte desiderio di farci conoscere, nei nostri volti e nei nostri sguardi, con le nostre convinzioni e con i nostri desideri.  

Iniziamo a farlo oggi, con questa prima intervista che non poteva che essere rivolta a Luca Ronga, Presidente e fondatore di Errecom Spa, visto che proprio in questi giorni festeggerà il suo cinquantesimo compleanno. Quale miglior pretesto per iniziare a raccontarvi chi è Errecom e chi sono le persone che in Errecom lavorano?

 

Come direbbe la Litizzetto, compiere 50 anni non è cosa da tutti i giorni. Che effetto ti fa? Come ci si sente ad aver varcato il mezzo secolo di vita e ad aver raggiunto importanti traguardi anche nella vita professionale e lavorativa? 

Innanzitutto, tengo a precisare che non ho ancora compiuto 50 anni … mancano alcuni giorni. Credo che nella vita non esistano traguardi ma arrivi di tappa. Nuovi punti di partenza, sempre più ambiziosi e stimolanti che ti spronano a non fermarti mai, ad andare avanti con la voglia e l’entusiasmo di scoprire come continuerà il tuo percorso. In fondo, oggi, sono qui anche per caso: se penso che sono partito da gommista, ho iniziato questavventura vendendo o’rings e sono finito a fare il chimico, davvero penso di poter fare ancora di tutto!

 

I 50 anni di età sono una tappa importante nella vita di un uomo, anche se nel tuo caso abbiamo l’impressione che si tratti per te solo di un nuovo punto di partenza per altre scommesse e per nuove sfide. Stiamo indovinando?  

Sicuramente sì, state indovinando. Ogni volta che varco la soglia dell’azienda ho una nuova idea in testa, un nuovo progetto, un nuovo obiettivo. Per scaramanzia non posso anticiparvi nulla anche se alcune idee le vedrete presto realizzate. 

Beh dai, una cosa ve la posso anticipare: nel 2021 sarà operativa Errecom Middle East, una nuova filiale Errecom nella zona franca di Dubai, che assieme a quella di Miami ci permetterà di essere ancora più vicini ai mercati dell’emisfero australe. Offriremo un servizio ancora migliore ai nostri partner e ai nostri clienti australiani, neozelandesi, malesiani, sudafricani etc che potranno vedere dimezzati i tempi di consegna dei nostri prodotti consentendo loro di aumentare ancora di più il business cogliendo quelle opportunità che oggi, con i tempi di consegna più lunghi, non riusciamo a gestire. Il recente inserimento di una nuova figura commerciale madrelingua arabo rientra proprio in questo progetto. 

Ho in mente anche altre sfide che esulano dal contesto lavorativo attuale ma queste sono davvero top secret. Applicherò il mio modello di follia imprenditoriale ad altri progetti perché in fondo mi diverto e credo che non ci sia nulla di più bello che riscoprire ogni giorno nel proprio lavoro una fonte di divertimento. Statene certi, ne vedremo delle belle! 

 

Nella vita professionale e lavorativa, di cosa vai più orgoglioso? Quali sono i risultati più importanti che pensi di aver ottenuto sino ad oggi? C’è qualcosa che non sei ancora riuscito a raggiungere a livello imprenditoriale e che hai messo nel mirino per il futuro? 

La cosa che più desideravo era costruire un brand riconosciuto perché per me il business è brand, non è guadagnare soldi. Se sei in grado di gestire un buon businessl’utile si generaMa costruire un brand è qualcosa di più. Oggi Errecom è un brand riconosciuto a livello mondo e questo grazie anche all’importante lavoro di marketing che abbiamo portato avanti con costanza e determinazione negli ultimi anni. Con orgoglio vi posso confermare che se parlate nel mondo di turafalle per la riparazione delle perdite di gas refrigerante dagli impianti di climatizzazione e refrigerazione, oggi è made in Errecom.  

Errecom è la lepre, il modello da imitare. Da noi il mercato si aspetta l’idea nuova, la soluzione al problema, il punto di rottura. E noi lavoriamo ogni giorno per essere sempre un passo avanti (o anche due o tre)! 

Una cosa vi devo confidare: fare quello che faccio tutti i giorni mi diverte un sacco. E credo non ci sia cosa più bella, più stimolante e migliore fonte di energia creativa di questa. 

L’altra cosa a cui tengo molto è la formazione. Il mercato è ancora molto scettico sull’utilizzo di alcuni nostri prodotti. Non li usano perché non li conoscono, non sanno come funzionano, sono stati scottati da esperienze negative con altri prodotti presenti sul mercato e quindi hanno paura ad inserirli negli impianti AC/R. Stiamo lavorando molto su questo aspetto attraverso webinar, tutorial, manuali, collaborazioni con i produttori dei compressori o degli impianti di climatizzazione e refrigerazione che omologano l’uso dei nostri prodotti nei loro impianti garantendone la qualità e il risultato. Ma è un processo lungo che richiede costanza, competenza e pazienza per ottenere piccoli risultati perché dobbiamo scardinare scetticismo e sfatare luoghi comuni. Per questo uno dei progetti che vedrà la luce a breve è Errecom Academy con la possibilità che offriremo ai tecnici e ai nostri partner commerciali di venire direttamente in azienda, seguire un percorso di formazione con i nostri esperti e ottenere alla fonte tutte le informazioni di cui necessitano per poi spendere questa loro professionalità sul mercato creando ulteriore valore aggiunto. 

Poi di cose da fare ce ne sono ancora tantissime. Mi piacerebbe ad esempio riuscire a creare un’azienda ancora più a misura d’uomo per permettere ai miei collaboratori di lavorare in totale serenità. Penso ad una nursery per le mamme e i papà che ogni giorno si devono organizzare in merito alla gestione dei figli più piccoli, ad una palestra in cui poter trascorre parte della propria pausa pranzo, ad una mensa in cui trovare cibo di qualitàPer ora sono ancora progetti per mancanza di spazioma spero a breve di poterli concretizzare. 

 

Sappiamo che una delle frasi che ogni tanto ripeti è: “Non c’è una seconda opportunità per fare una buona prima impressione”. Questo rivela quanto tu consideri fondamentale risultare da subito credibili.  È così? Tutto ciò c’entra anche con l’imperativo di dare da subito la risposta giusta al bisogno del cliente, concordi? 

Questa frase per me è fondamentale. È un mantra che ormai mi appartiene. Mi è stata detta la prima volta più di dieci anni fa da una persona che era venuta in Errecom a presentare un progetto. Durante questo incontro sono rimasto talmente colpito dal suo carisma che gliel’ho detto e lui, in tutta risposta mi ha ribattuto: “Sai perché ti ho stupito? Perché non c’è una seconda opportunità di fare una buona prima impressione”. Aveva ragione. Tante volte sottovalutiamo questo aspetto che invece viviamo quotidianamente, non solo nel business. Se vai in un ristorante e non ti stupisce, non ci torni. Se incontri una persona che non è credibile, difficilmente condividerai qualcosa con lei.  

E lo stesso vale nel business. Quando ti presenti per la prima volta ad un cliente devi essere credibile da subito per fare in modo che lui ti ascolti. Non puoi essere credibile la prossima volta perché la prossima volta non ci sarà.  

Lo ripeto spesso anche durante i colloqui di lavoro. Ci si deve giocare tutto in quel momento. Qui ed ora. E mi fa rabbia quando vedo che tante volte nei giovani manca questa consapevolezza, questa determinazione di arrivare dritti all’obiettivo. 

Quando ero ancora all’inizio del mio percorso imprenditoriale, nel 97ero riuscito ad ottenere un appuntamento con il responsabile di Würth. Volevo vendergli i miei o’rings. Sapevo che non potevo sbagliare perché non avrei mai più avuto un’altra opportunità di suscitare il suo interesse. Avevo un solo colpo e con quel colpo dovevo fare centro. Finito l’appuntamento non sapevo com’era andata. A distanza di alcuni mesi però il mio telefono è squillato ed era lui che mi ha fatto il primo ordine. Avevo fatto centro. 

 

Sappiamo della tua attenzione maniacale per il dettaglio, sia nella vita privata sia in azienda. Dal prato sempre rasato come un tappeto davanti alla sede di Errecom al packaging dei prodotti, dalla divisa che indossano i ragazzi in produzione al pavimento bianco del magazzino, alla signora delle pulizie che passa e ripassa gli uffici più volte nell’arco della medesima giornata. Non è solo questione di estetica, vero? 

Sì, non è solo una questione di estetica. Io sono maniacale perché per me il disordine, lo sporco, lo scoordinato rispecchiano un disequilibrio interiore mentre l’ordine, il pulito, il dettaglio giusto al posto giusto sono sinonimo di equilibrio. Sono fatto così. Anche a casa non mi troverete mai trasandato o spettinato. Se fosse, iniziate a preoccuparvi perché vuol dire che ho qualche problema.  

Anche per l’azienda vale lo stesso concetto. Se è tutto in ordine vuol dire che va tutto bene, che c’è equilibrio e questo porta serenità sia a chi in azienda passa la maggior parte della sua giornata, sia a chi viene accolto per un tempo più breve. E quindi anche in Errecom io sono maniacale e pretendo che ci siano pulizia, ordine e bellezza, sempre. 

 

Quando si entra in Errecom per la prima voltaci sono diverse cose che colpiscono i visitatori oltre ai prodotti e ai servizi. I servizi igienici sono davvero molto eleganti e sempre molto puliti: con la filodiffusione nell’antibagno per lavarsi le mani richiamano la toilette di un centro wellness. Anche lo spazio relax davanti alle macchinette del caffè… con queste luci led soffuse e quel divanetto elegante… Non sono frutto della casualità, diciamo bene? 

Davvero vi siete stupiti? Mi fa piacere. Nulla è un caso. La zona relax, ad esempio, l’ho progettata così perché è una zona di decompressione dove i miei collaboratori devono trovare uno spazio confortevole in cui staccare la spina anche solo per pochi minuti dalla frenesia del lavoro. E questo non sarebbe possibile in un ambiente con luci abbaglianti o con una seduta rigida.  

È giusto che ci sia la cura dei dettagli anche nei servizi igienici secondo me, affinché si percepisca l’attenzione con cui i nostri collaboratori, i nostri clienti e i nostri fornitori meritano di essere accompagnati in ogni luogo dell’azienda.  

Questo è il mio lifestyle e ritengo che sia corretto che chi mi sta a fianco e ha la mia fiducia, goda dello stesso standard e si senta accolto. E spero che questa cosa sia apprezzata. Non è ancora esattamente come vorrei ma adesso con l’introduzione anche del profumo abbiamo ulteriormente aumentato il comfort. 

 

A proposito di benessere e salute: la pandemia scoppiata a febbraio ha messo tutti a dura prova, sia nella dimensione umana, sia nella sfera lavorativa. Errecom non si è mai fermata, anche perché avendo un laboratorio chimico e un centro interno di Ricerca e Sviluppo ha potuto continuare a produrre igienizzanti e rifornire il mercato di disinfettanti. Come ha impattato il coronavirus sullazienda? Cosa ha portato in termini di cambiamento? 

L’emergenza sanitaria che abbiamo vissuto e che in parte stiamo ancora vivendo ci ha messo nella condizione di dimostrare a noi stessi e al mercato che cosa significhino le parole flessibilità, dinamicità, propensione al rischio e lungimiranza che molte volte appaiono nelle presentazioni aziendali.  

Formuliamo e produciamo anche prodotti per la sanificazione delle superfici e degli ambienti e quando è scoppiata l’emergenza ho riconosciuto l’opportunità del business e allo stesso tempo sono stato felice di mettere l’azienda al servizio della crescente domanda di questi prodotti, accollandomi personalmente tutti i rischi di un “avanti tutta”. Fino al lockdown questa produzione era per noi marginale.  

A febbraio ho deciso di riconvertire le linee produttive per massimizzare questa produzione. Così, nell’assenza più totale di linee guida chiare, ho definito un rigido protocollo interno e ho messo in sicurezza l’azienda e i miei collaboratori dotandoli di mascherine, igienizzanti, disinfettanti, regole di comportamento e test sierologici quindicinali gratuiti. Non nascondo che all’inizio la tensione era davvero alta perché le persone erano spaventate da questo virus e dall’assenza di informazioni certe. 

Poi però la squadra si è compattata e grazie alla mia caparbietà e alla professionalità e determinazione di ciascuno, non solo non abbiamo mai chiuso e abbiamo permesso anche alle aziende del nostro indotto di continuare a lavorare ma abbiamo raggiunto addirittura fatturati maggiori di quelli previsti e anche le vendite online sono schizzate. 

I nostri igienizzanti e disinfettanti hanno rifornito le corsie degli ospedali e delle case di cura, hanno sanificato le case e gli impianti di climatizzazione di migliaia di persone, hanno permesso a gestori di negozi, ristoranti e bar di riaprire i propri battenti. Abbiamo condiviso le difficoltà delle realtà locali e abbiamo donato i nostri prodotti a volontari, oratori, parrocchie e comuni. 

Abbiamo lavorato con abnegazione e ritmi forsennati destreggiandoci tra difficoltà doganali e i fermi dei trasporti. Abbiamo realizzato prodotti nuovi, modificato la nostra comunicazione, incrementato i nostri servizi online. Siamo stati partner fedeli e presenti dei nostri distributori. Abbiamo fatto webinar e corsi di formazione per spiegare meglio come utilizzare i nostri prodotti. Abbiamo collaborato con associazioni e specialisti. È stato pazzesco ma ne siamo usciti vittoriosi e ancora una volta il nostro modello è stato copiato. 

 

Sappiamo che tua figlia si chiama Anna e che tu sei molto legato a lei. Sappiamo che è nata il 12/12/12. A lei hai dedicato la nuova linea di profumi d’ambiente da te ideatalegati al marketing olfattivo che hai voluto battezzare AnnaTwelve. Ci racconti qualcosa di più? Non è solo il numero 12 ad averti suggerito questa scelta, vero?  

Dire che sono legato ad Anna è riduttivo. Io sono follemente innamorato di mia figlia. Lei mi ha insegnato la forma più pura e immensa di amorequella di un genitore. Il mio più grande desiderio è di far parte della sua vita il più a lungo possibile. Così mi sono chiesto: “Come posso lasciarle un ricordo indelebile del mio amore che vada oltre il mio tempo?” la mia risposta è stata dedicarle AnnaTwelveil brand della profumazione d’ambiente che ho ideato, pensando che un giorno, quando magari sarà seduta al mio posto (se lo vorrà) ad una domanda su questo brand potrà rispondere: “Il mio papà, Luca Ronga, decise di dedicarmi….”  

Credo molto in questo brand e farò di tutto per farlo crescere e trasformarlo in un regalo unico e prezioso da donare ad Anna al compimento della sua maggiore età. Poi sarà suo e deciderà lei cosa farne. 

 

Un’altra cosa a cui sappiamo tu tieni molto è l’Ambiente. Sappiamo che tu sei un grande tifoso della sostenibilità ambientale, del riciclo ecc. Come si traduce tutto questo nella tua azienda? Riesci a promuovere questi tuoi valori anche all’interno di Errecom? 

La sostenibilità ambientale è uno dei valori portanti di Errecom e lo si può constatare sia nei piccoli gesti quotidiani che nelle decisioni strategicheNegli uffici, ad esempio, si stampa solo se è strettamente necessario e la carta viene riutilizzata. I rifiuti vengono differenziati. Abbiamo quasi completato la sostituzione dei packaging in plastica con cartoncino riciclato e tutti i nuovi prodotti hanno packaging ecocompatibili Nella formulazione dei nostri prodotti vengono utilizzate sempre più materie prime biodegradabili o a basso impatto sull’ambiente. Nei nostri piazzali sono installate le colonnine per la carica delle macchine elettriche etc. 

Senza dimenticare che il prodotto di punta di Errecom è Extreme Ultra, il turafalle per la riparazione delle perdite di gas refrigerante dagli impianti di climatizzazione e refrigerazione, una delle cause principali dell’effetto serra, e che tutti i prodotti Errecom servono per ripristinare l’efficienza degli impianti AC/R dove per efficienza si intende chiaramente una migliore prestazione a fronte di una riduzione di consumo energetico. 

 

A proposito di passioni. Tu sei un grande appassionato di sport. Di tanti sport. Sappiamo che sei tifoso del Brescia e che sei stato ancora in curva allo stadio, ma sappiamo anche e soprattutto che ami correre, che giochi a golf e che hai una forte passione per i motori. Ebbene: lo sport può essere considerato una metafora per la tua vita e per i tuoi traguardi professionali? Quanto è importante nella vita di tutti i giorni coltivare passioni? 

Inizio dall’ultima domanda. Credo che se non avessi passione per quello che faccio e non mi divertissi, non saremmo qui oggi. Quindi sì, credo fortemente che la passione sia il motore delle nostre scelte. 

Per quanto riguarda lo sport, soprattutto gli sport individuali che pratico, come la corsa, rispecchiano molto il mio modo di essere. Quando corrisei tu contro te stesso. Tu sei il tuo unico limite. E ti alleni, non molli, sopporti la fatica e il dolore pur di arrivare al traguardo e superarlo. E una volta che l’hai superato alzi l’asticella e ricominci da capo. Io sono così, nella vita come nel lavoro. Non mi accontento mai. Credo ci sia sempre un margine di miglioramento. Si può sempre fare meglio. Questo non vuol dire che sono un eterno insoddisfatto, ma che sono una persona affascinata dalla perfezione. 

 

Un’ultima domanda, Luca. Creatività, benessere, qualità. Quale di queste tre parole esprime meglio la tua idea imprenditoriale. A cosa non si può proprio rinunciare? Preferisci aggiungere qualche altro sostantivo? 

Benessere nel senso che mi piace fare quello che faccio e questo mi dà serenità. Creatività: ormai mi conoscete, io sono un creativo, non potrei essere altrimenti. Qualità: è talmente un concetto di base che lo considero scontato, un must. Senza qualità non si può pensare di sopravvivere. Aggiungerei sicuramente passione e vi ho già detto perchéCapacità di scegliere i propri collaboratori: perché è fondamentale circondarsi di persone giuste, con cui sei in sintonia e che ti fanno stare sereno. Da soli non si va da nessuna parte. Per questo essere in grado di trovare collaboratori giusti è fondamentale. 

Ma quello a cui non rinuncerei mai è il fatto di divertirmi nel fare quello che faccio. Se non mi divertissi avrei già cambiato perché non potrei mai fare qualcosa che non mi diverte.  

Spero di aver risposto a tutte le vostre domande e vi consiglio di rimanere in contatto con noi se volete far parte di questa nostra affascinante avventura! Buona giornata a tutti! 

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