Le sfide, le innovazioni, i progetti futuri. In questa intervista Nicola Ronga, CEO e Direttore Tecnico di Errecom SPA ...  

Nicola Ronga: CEO di Errecom Spa

Le sfide, le innovazioni, i progetti futuri. In questa intervista Nicola Ronga, CEO e Direttore Tecnico di Errecom SPA, ci svela i dettagli del suo percorso in azienda.

Tempo di lettura: 9 min

Nonostante la tua giovane età sappiamo che sei parte fondamentale dell’azienda da più di 19 anni. Qual è il percorso che ti ha portato oggi ad essere il CEO di Errecom SPA?

Il percorso che mi ha portato ad essere oggi il CEO di Errecom SPA ebbe inizio parecchi anni fa: ho fondato insieme a mio fratello questa società quando avevo 18 anni. Questo mi ha permesso di seguire l’evoluzione della nostra azienda dal 2001 ad oggi: ho visto nascere il primo prodotto e sto lavorando a quelli che verranno presentati nel 2022, che sono già oggi in sviluppo nei nostri laboratori.
Lungo il percorso, sono diverse le sfide che ho affrontato con fermezza e lungimiranza. Ad esempio: il dover far fronte alla necessità di automatizzare continuamente i nostri processi produttivi, in risposta al costante aumento della domanda del mercato mondiale, o ancora, l’esigenza di imparare a gestire uno staff di persone che si è costantemente ingrandito, di anno in anno.
Negli ultimi 19 anni ho viaggiato in quasi tutto il mondo: per creare rapporti diretti con i nostri clienti, partecipare alle fiere di settore, visitare i siti produttivi dei nostri più importanti fornitori al fine di verificarne i processi e apprendere quel know-how che ho poi implementato in Errecom.
Le competenze acquisite tramite l’esperienza diretta in azienda e gli scambi professionali con i nostri partner esteri sono alla base del mio cammino professionale. Un percorso che ha garantito innovazioni e miglioramenti aziendali e che mi porta ad essere oggi il CEO di Errecom.

 

Il ruolo del direttore tecnico di un’azienda poliedrica come Errecom richiede, tra le altre, capacità organizzativa e di problem solving, leadership, flessibilità e visione. Quali di queste sono tue qualità innate e quali hai acquisito durante il tuo percorso professionale?

Sicuramente tutte queste qualità sono necessarie per svolgere il ruolo che ricopro in azienda.
Avendo cominciato questa avventura molto giovane ho scoperto strada facendo di averne alcune innate, mentre altre sono frutto di un’evoluzione sul campo.
Sicuramente, tra tutte quelle elencate, il problem solving è una qualità innata del mio carattere, un’attitudine che da sempre mi contraddistingue, sia nel lavoro che nella vita privata. Credo fortemente che, indipendentemente da quanto grande sia un ostacolo, non bisogna mai vederlo come insormontabile: a tutto c’è una soluzione.

 

Quali sono le innovazioni che hai portato all’interno dell’azienda? Quali i traguardi professionali di cui vai più fiero?

Le innovazioni apportate in ambito produttivo all’interno di Errecom sono davvero numerose e molto valide ed è con estremo orgoglio e fierezza che posso affermare di esserne l’ideatore. Tutte hanno contribuito a definire il successo dell’azienda sul mercato e sono state determinanti nel garantire la qualità dei nostri prodotti sul mercato e il lead-time delle nostre consegne.
Alcuni esempi? Il primo macchinario acquistato nel 2001, la creazione del nostro laboratorio di ricerca e sviluppo o ancora la nuova linea produttiva completamente automatizzata che verrà installata nel 2021.

 

Ci sono dei progetti ancora nel cassetto che puoi condividere?

Dal 2017 abbiamo iniziato il progetto industria 4.0, siamo in continua evoluzione ma la strada è ancora lunga. Credo fortemente che nei prossimi anni l’ottimizzazione dei nostri processi produttivi e il miglioramento dei nostri software gestionali ci porterà ad un livello di automazione estrema, che però non ridurrà la nostra flessibilità. Inoltre, ci permetterà di gestire a distanza le nostre filiali estere, da quella avviata ancora nel 2018 negli Stati Uniti a quelle previste in apertura per il futuro: prima fra tutte quella negli Emirati Arabi che verrà aperta nel corso del 2021.

 

Sappiamo che durante la pandemia Errecom ha incrementato la propria produzione di igienizzanti e sanificanti per soddisfare la crescente richiesta del mercato. Quanto è stato difficile combinare questa necessità produttiva con l’imprescindibile esigenza di tutelare la salute dei lavoratori?

Trattandosi di un evento senza precedenti, è stato complicato capire la direzione da prendere e i comportamenti da adottare in materia di sicurezza.
Era necessario introdurre all’interno di tutti gli ambienti di lavoro procedure mai collaudate o pensate prima. Le linee guida ministeriali e quelle di enti sovranazionali non erano chiare e le informazioni dei media erano troppo spesso contrastanti. C’era molta confusione in merito ai prodotti da utilizzare per garantire una sanificazione dell’azienda che fosse adeguata all’emergenza sanitaria che stava travolgendo il nostro Paese.
Fortunatamente, però, Errecom è un’azienda chimica con una grande competenza anche nella formulazione di disinfettanti e igienizzanti che si avvale al suo interno di chimici estremamente preparati.
È stato grazie al know-how del nostro laboratorio, infatti, se abbiamo potuto fare scelte più consapevoli in merito alla sanificazione dell’azienda, sia in termini di processi a cui ricorrere che di prodotti da utilizzare.
Questo ha reso possibile mettere in sicurezza l’intera azienda dal punto di vista sanitario e ci ha consentito di soddisfare la crescente domanda del mercato riorganizzando gli spazi ei ritmi della produzione. Abbiamo lavorato 24 ore al giorno, 6 giorni alla settimana in totale sicurezza, tutelando la salute di tutti i nostri collaboratori.

 

L’attenzione di Errecom per l’ambiente come si traduce nella tua funzione di CEO e direttore tecnico dell’azienda? Quali sono le azioni strategiche che hai adottato e che hanno indirizzato le scelte del dipartimento di ricerca e sviluppo?

Sono diverse le azioni che abbiamo intrapreso, a livello aziendale, in termini di tutela nei confronti dall’ambiente. In qualità di direttore tecnico di Errecom sono fiero di affermare che la continua riformulazione dei nostri prodotti ha portato ad una sostituzione delle materie prime obsolete con quelle a basso impatto ambientale e ad alto tasso di biodegradabilità.
Inoltre, da qualche anno abbiamo stabilito una condizione essenziale da applicare in fase di sviluppo: tutti i prodotti Errecom devono essere studiati e realizzati con l’obiettivo di ridurre al minimo la loro pericolosità, sia per l’ambiente che per le persone e gli animali.
In aggiunta, stiamo riducendo sempre più l’utilizzo di packaging di plastica sostituendola, dove possibile, con altri materiali ecofriendly. Sottolineo comunque che gli imballi in plastica sono comunque realizzati con materiale riciclato al 98%. Infine, vorrei aggiungere che l’attenzione da parte di Errecom per l’ambiente non si riflette solo nei prodotti: grazie ad investimenti mirati in automazione e digitalizzazione, infatti, entro l’inizio del 2022 abbiamo come obiettivo quello di eliminare completamente l’utilizzo della carta nei nostri processi produttivi e di gestione.

 

La tua passione per le novità e la curiosità costante per le ultime tendenze in che modo contribuiscono a rendere Errecom un punto di riferimento per il mercato?

L’attenzione che da sempre riservo alle ultime tendenze e il mio costante interesse per le novità si ripercuotono inevitabilmente nelle scelte innovative e strategiche che riguardano l’azienda. Errecom è il punto di riferimento del mercato e ne sono la prova gli innumerevoli tentativi da parte dei competitor di copiare la nostra continua innovazione.
I nostri prodotti sono studiati per essere all’avanguardia a 360 gradi. Il nostro obiettivo, infatti, non è solo quello di creare formule efficaci e innovative, in grado di prevenire e risolvere il problema per cui sono state realizzate. I prodotti Errecom non vogliono essere solo funzionali e di facile utilizzo ma anche curati nella loro presentazione: questo spiega gli sforzi in termini di marketing e grafica, volti a garantire costantemente un packaging accattivante e moderno e una comunicazione internazionale, in grado di creare vicinanza ed empatia nei confronti dei nostri clienti.
Il mondo è in continua evoluzione e non possiamo pensare di sviluppare e vendere un prodotto nello stesso modo in cui lo facevamo 5 anni fa, perché questo vorrebbe dire diventare obsoleti e superabili. Errecom punta da sempre ad essere il riferimento da seguire e sono sicuro che lo rimarrà ancora per molto tempo.

 

Sappiamo che sei anche referente del mercato americano. Passione per l’America o necessità di avere una figura con una competenza tecnica come la tua per presidiare un mercato così competitivo?

La prima volta che sono stato negli USA avevo 18 anni e grazie al mio lavoro ho avuto la possibilità di tornarci innumerevoli volte. Senza dubbio è un Paese che mi affascina fortemente e che mi ha permesso di crescere sia personalmente che professionalmente. Il mio ruolo di referente per la filale americana, comunque, è legato alla necessità di avere una figura con una grande conoscenza tecnica: oggi più che mai, infatti, il mercato americano sta affrontando un cambiamento decisivo e fondamentale, dovuto alla necessità sempre più urgente di ridurre l’impatto ambientale dei gas serra. Abbiamo la necessità di creare anche oltreoceano uno staff competente e preparato, in grado di apprendere velocemente il know-how necessario per crescere e affermarci. E ci stiamo riuscendo: basti pensare che in un anno difficile come il 2020 per il mercato mondiale, ERRECOM USA LLC è riuscita a raddoppiare il proprio fatturato rispetto al 2019. Questo dato è molto importante, ci conferma che stiamo andando nella giusta direzione e ci fa avere grandi aspettative per il futuro. Parliamo invece di futuro.

 

Come ti vedi tra 10 anni? E come sarà Errecom tra 10 anni?

Personalmente credo fortemente che il processo di internazionalizzazione già avviato da Errecom in questi anni si evolverà ulteriormente nel futuro: prevedo un aumento delle sedi estere dell’azienda, il che garantirà senza dubbio la possibilità di fornire un servizio immediato e preciso ai nostri clienti più lontani. Per quanto riguarda la produzione, invece, sono convinto che mantenendola, almeno per la maggior parte, in Italia assicureremo lo stesso livello di qualità dei prodotti che ha contraddistinto Errecom fino ad ora, rendendola un fiero esempio dell’affidabilità del Made in Italy.
Per quanto riguarda me, invece, salute permettendo, tra dieci anni sarò ancora qui a fare esattamente quello che faccio oggi, ma con la differenza che potrò contare su una disponibilità maggiore di risorse. L’obiettivo è quello di avere molte più persone e tecnologie localizzate in diversi Paesi del mondo, per continuare a innovare e migliorare i nostri prodotti e i nostri processi produttivi.

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