Non solo numeri e precisione, ma anche creatività e una predisposizione alle relazioni e all’empatia. In questa intervista, Cristiana ...  

Cristiana Bocchi: Chief Financial Officer di Errecom SPA

Non solo numeri e precisione, ma anche creatività e una predisposizione alle relazioni e all’empatia.
In questa intervista, Cristiana Bocchi, CFO di Errecom SPA, smentisce alcuni dei preconcetti legati al suo ruolo, rivelando che dietro la sua personale visione di successo e autorealizzazione c’è un lungo percorso di resilienza e volontà.
Tempo di lettura: 19 min

1) Sappiamo che oggi ricopri un ruolo chiave in Errecom. Qual è stato il percorso che ti ha portato fino qui?

Nell’agosto del 2017 ero alla ricerca di un lavoro che mi offrisse possibilità di crescita, venivo da un’esperienza professionale che mi aveva delusa, lasciandomi dell’amaro in bocca, ma al contempo un forte desiderio di riscatto e rivincita. Ripensare ai miei primi giorni in Errecom mi fa sorridere: in trentadue ore ho dovuto imparare la contabilità dell’azienda, un bel trauma! Scherzi a parte, il passaggio di consegna è avvenuto molto velocemente: è stato stressante ma al contempo stimolante. Nonostante avessi alle spalle diciassette anni di esperienza in ambito amministrativo per una realtà strutturata, ho dovuto comunque rimettermi in gioco, rimboccarmi le maniche e darmi da fare perché, in fin dei conti, ogni azienda è un mondo a sé, anche in ambito amministrativo e gestionale.
Per carattere, poi, sono una persona che dà il massimo, ma tende per lo più a lavorare nel dietro le quinte, non mi piace impormi o ergermi al di sopra degli altri. Eppure, nonostante la mia inclinazione a stare nell’ombra, il mio valore e impegno sono stati riconosciuti e apprezzati, portandomi oggi a ricoprire il ruolo di CFO in Errecom. Se guardo indietro e rifletto sulle difficoltà passate, non mi sembra vero di essere arrivata fino a qui: appagata e soddisfatta, a svolgere il lavoro dei miei sogni! È proprio vero che la costanza e l’impegno ripagano sempre. Ovviamente nella vita sono tante le variabili in gioco che decretano il successo: l’umiltà, la voglia di mettersi costantemente in gioco, la fortuna di essere al posto giusto nel momento giusto. Credo però che una, in fin dei conti, prevalga su tutte ed è la resilienza.

 

2) Quali sono gli aspetti che ami di più del tuo lavoro?

Ti svelo un segreto: c’è stato un periodo in cui ho messo fortemente in discussione la passione per il mio lavoro. Spinta dalla necessità di comprendere cosa fare della mia vita lavorativa e dal desiderio di mettermi in gioco professionalmente ho provato a percorrere strade nuove. È stato così che mi sono buttata nel mondo delle vendite: una realtà totalmente diversa da quella amministrativa ma che, oggettivamente parlando, mi ha persino dato qualche soddisfazione. Eppure, ho realizzato fin da subito che non era la mia strada: ogni lavoro richiede una certa predisposizione e attitudine e quella del commerciale non incontrava la mia personalità. Ho intrapreso così un percorso di crescita personale affidandomi ad un coach e, indovina un po’ qual è stata la prima cosa che mi ha detto? Tu sei perfetta per i ruoli amministrativi! Così ho deciso di dare alla mia carriera in amministrazione una seconda opportunità, cercando, questa volta, di vedere il lavoro da un altro punto di vista, di affrontare le sfide con maggiore coraggio e fiducia in me stessa. Beh, ha funzionato: da quel giorno non ho più avuto dubbi. Penso che essermi messa in discussione sia stato fondamentale per riscoprire l’amore e la passione che nutro per il mio lavoro. In Errecom mi sento appagata, percepisco che quello che faccio ha un fine e un valore ben precisi. Qui non sono un numero, anzi. Del mio lavoro amo il fatto che ogni giorno ci siano stimoli nuovi e la sensazione di sentirmi parte integrante di un’azienda dinamica e in continua evoluzione. L’avventura di Errecom è iniziata vent’anni fa, vedere i risultati che ha raggiunto ad oggi e sapere che, in parte, ho contribuito anche io alla crescita di questa azienda è una soddisfazione davvero impagabile.

 

3) Numeri, quadrature di bilancio, meticolosità, precisione: sono caratteristiche che ti contraddistinguono anche al di fuori della tua professione?

Adoro i numeri: da un certo punto di vista potrebbero sembrare un mio tarlo mentale, sul lavoro, a casa, nel tempo libero! Devo però ammettere che non mi definirei il classico ragioniere, perché per quanto io adori i numeri, mi piace anche variare e avere stimoli nuovi. Credo di avere anche un lato più creativo e in Errecom mi sento soddisfatta proprio perché il mio ruolo è molto variegato e mi dà modo di esprimere a fondo tutte le mie attitudini in libertà e autonomia. Quindi, per rispondere alla tua domanda: sì, sono una persona precisa e meticolosa ma quel tanto che basta. Non ragiono per schemi mentali, mi piace uscire dai confini, perché ritengo che, anche per un lavoro all’apparenza statico come il mio, sia importante saper cogliere le sfumature e trarne insegnamenti.

 

4) Visto da chi ha poca dimestichezza, il tuo lavoro sembra speso totalmente all’interno dell’azienda. Nella realtà sappiamo che fa parte del tuo ruolo anche un altro aspetto fondamentale: la gestione dei rapporti con istituti finanziari e assicurativi. Quale ritieni che sia il tuo punto di forza in questo caso?

Il mio segreto nelle relazioni con i collaboratori esterni è quello di puntare sulla costruzione di un rapporto umano. Credo fortemente che imporsi in maniera saccente, presuntuosa o arrogante non porti da nessuna parte. Piuttosto, sono convinta che l’umiltà, la disponibilità e l’empatia siano l’arma vincente per costruire e intessere relazioni di valore, perché sono le basi da cui nascono stima e fiducia reciproca. E questo credo sia ben tangibile nei risultati che ottengo! Ovviamente, se noto che la controparte fraintende questa mia umanità, percependola come una mancanza di preparazione tecnica, allora cambio modalità e approccio, perché oltre a quanto citato fino ad ora ritengo che sia altrettanto fondamentale il rispetto reciproco.

 

5) Come referente per la gestione delle risorse umane, ti occupi anche della salute dei lavoratori un aspetto che, in questo periodo di pandemia è particolarmente delicato perché legato inevitabilmente anche a dinamiche più emotive. Errecom ha implementato misure di prevenzione volte a ridurre i rischi di contagio. Questo ha comportato dei cambiamenti nella gestione del personale?

La gestione del personale è forse il lavoro più difficile ma al contempo gratificante. È fondamentale sapere mediare tra le esigenze dei singoli e quelle dell’azienda, mettersi nei panni dei dipendenti e offrire loro il tuo tempo, quando serve. Il periodo di emergenza sanitaria che stiamo vivendo non aiuta, sono momenti difficili per tutti, ma lo staff di Errecom lo sa: la mia porta è sempre aperta per chiunque ne avesse bisogno.
A livello organizzativo, credo che il momento più estenuante sia stato lo scorso anno: c’era molta confusione, ogni settimana veniva emanato un nuovo DPCM che richiedeva nuovi protocolli aziendali da impostare. L’azienda si è mossa immediatamente per garantire ai dipendenti un luogo di lavoro sicuro e tutelare la loro salute. Dal momento in cui è stato possibile abbiamo implementato campagne di screening e prevenzione cadenziate, prima attraverso test sierologici e successivamente con i tamponi rapidi. Una decisione fondamentale per monitorare la situazione interna all’azienda e scongiurare la nascita di eventuali focolai. Sono contenta di dare il mio contributo: è stato un lavoro considerevole, non solo a livello umano ma anche pratico e organizzativo, ma fortunatamente il RSPP che ci segue è molto competente ed aggiornato, il che è di notevole aiuto per me.

 

6) Il Covid 19 ti ha colpito duramente durante la prima ondata. Questa esperienza ha in qualche modo cambiato il tuo modo di approcciarti alla vita e di gestire la quotidianità?

Ho contratto il virus durante la prima ondata: febbre alta, mal di gola, assenza di gusto e olfatto. Non è stata una passeggiata, e in momenti come questo ti rendi conto che la vita è davvero questione di un attimo. Rivaluti le priorità, riscopri il valore delle cose semplici che hai sempre dato per scontate. Realizzi che la frase “l’importante è avere la salute” non è poi tanto banale ma anzi, piena di significato e consapevolezza.
Ammetto che, anche in questo caso, c’è l’altro lato della medaglia. Per un po’ ti senti predisposto a questo nuovo approccio, fino a che arrivi al punto in cui vieni inglobato di nuovo dal sistema e dai ritmi serrati di una vita che corre troppo veloce tra casa, lavoro, famiglia e tutto quello che ne fa da cornice. Credo sia inevitabile. Bisogna trovare un equilibrio tra l’accettazione di uno stile di vita che non possiamo cambiare totalmente e la consapevolezza che oltre alla frenesia c’è la vita vera, il senso di tutto. Non è sempre facile e anzi, talvolta diventa frustrante. Ho imparato però a ritagliarmi dei momenti miei, di consapevolezza profonda, in cui stacco completamente e riesco a dare alle singole cose la loro giusta dimensione.

 

7) Oltre al lavoro, che abbiamo capito essere una passione per te, quali altri interessi coltivi?

Amo il contatto con la natura, passare il tempo libero all’aria aperta, in giardino, a potare le piante o a prendermi cura dei miei fiori. E poi adoro gli animali, soprattutto i cani. Ne ho sempre avuto almeno uno, non potrei mai vivere senza il loro amore. Li considero come figli, membri a tutti gli effetti della famiglia: con il loro modo di amare, così profondo e incondizionato hanno così tanto da insegnare a noi umani. Anche mia figlia Aurora condivide con me lo stesso amore per gli animali e la natura: ha una cavalla con cui gareggia, anche a livello nazionale, e per me è straordinario seguirla in questa sua passione.
Parlarne ad alta voce mi fa riflettere sul fatto che forse la mia passione più grande sia proprio questa: prendermi cura. Delle persone, della mia famiglia, dei nostri animali, delle mie piante. Pensandoci bene non ti nego che a tratti è davvero stancante: ho tante persone che mi amano immensamente ma che al contempo hanno costante bisogno della mia presenza. Eppure, a fine giornata, nonostante la stanchezza e la fatica mi sento grata perché forse è proprio questa la mia missione nella vita: essere punto di riferimento per chi amo.

 

8) Donna in carriera, mamma, moglie: 3 mondi diversi e a volte lontani. Per la tua esperienza personale, c’è qualcosa che li accomuna?

Credo che questi tre mondi tanto opposti siano accomunati dallo stesso fuoco che li rende impegnativi ma al contempo gratificanti: la passione. Quando sono a lavoro, dedico anima e corpo ad Errecom. Nel momento in cui varco la porta di casa stacco una spina e ne attacco un’altra. Devo farlo, è giusto che sia così ed è meraviglioso. Ovviamente è stato con il tempo e l’esperienza che ho trovato un equilibrio, imparando ad essere presente in quel singolo momento, che sia in ufficio, con mia figlia o con mio marito. Forse, il segreto del successo è proprio questo.

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