Nuovi gas refrigeranti richiedono nuovi lubrificanti
Come riportato da Industria e Formazione (1), i gas refrigeranti HFC (idrofluorocarburi) sono diventati di uso comune a partire dalla fine degli anni ’80 in sostituzione dei CFC (clorofluorocarburi) e degli HCFC (idroclorofluorocarburi), considerati dannosi per lo strato dell’ozono (per questo resi illegali e conseguentemente abbandonati).
Gli HFC non impattano sull’assottigliamento dello strato di ozono come i precedenti, ma contribuiscono in maniera rilevante all’effetto serra.
Per individuare gas refrigeranti che impattino meno sull’effetto serra è necessario trovare delle sostanze alternative non climalteranti. Per questo motivo sono aumentate le ricerche e gli studi.
(2) Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare ha siglato nel 2018 un Accordo di collaborazione tecnica con l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per la pubblicazione di uno studio sulle alternative agli HFC in Italia (https://www.isprambiente.gov.it/files2018/pubblicazioni/rapporti/R_286_18.pdf).
I gas refrigeranti HFO, individuati come sostitutivi agli HFC, hanno un GWP più basso e pertanto si dissolvono nell’atmosfera più velocemente con un minore impatto sullo strato di ozono.
Tuttavia, i gas refrigeranti HFO proprio perché sono più volatili, sono anche più instabili all’interno di un impianto di climatizzazione e refrigerazione. Questa instabilità genera un accumulo di fluoro e umidità che porta alla formazione di acidità la quale si deposita sui materiali che compongono l’impianto. L’acidità comporta una serie di problematiche, tra cui le perdite di gas refrigerante, dannose per l’ambiente e il climatizzatore (senza la corretta quantità di gas refrigerante infatti, l’impianto lavora costantemente sotto sforzo senza raggiungere la temperatura desiderata).
Pertanto, con gas refrigeranti a GWP basso è richiesta un’additivazione più performante e accurata all’interno dell’impianto per garantire la durata della vita dell’impianto stesso.
L’esperienza di Errecom nel campo degli additivi ha portato allo sviluppo di lubrificanti per impianti AC/R e per impianti A/C degli autoveicoli sempre all’avanguardia nella tecnologia del freddo.
I POE per impianti A/C e refrigerazione sono lubrificanti sintetici con elevata stabilità chimica e termica e buona miscibilità con gas refrigeranti HFC come R134a, R404A e R407C, ma anche con gli HFO di nuova generazione come R1234yf e R1234ze, entrambi gas a basso GWP, e loro miscele.
I lubrificanti POE di Errecom, in ogni loro indice di viscosità, sono composti da una miscela di Esteri di Polioli e additivi appositamente formulati per assicurare una migliore lubricità, stabilità chimica e termica ed un’eccellente protezione antiusura dei componenti dell’impianto di climatizzazione e refrigerazione.
I PAG e Premium PAG sono i lubrificanti per impianti A/C per autoveicoli con R134a, R1234yf e compressori elettrici sviluppati da Errecom per ottenere una migliore lubricità, stabilità chimica e termica, oltre a un’eccellente protezione antiusura dei componenti dell’impianto. Tutti i PAG di Errecom sono stati studiati perseguendo diversi obiettivi tra cui un’alta compatibilità con i materiali degli impianti di ogni tipo e generazione (con una continua attenzione alle evoluzioni), una bassa tossicità ed elevata biodegradabilità nel rispetto della politica ambientale di Errecom ed elevate performance di solubilità con i refrigeranti.
Particolare attenzione viene dedicata da Errecom ai gas naturali. Sono stati perfezionati lubrificanti specifici per CO2, sia su base PAG che su base POE, per poter soddisfare le necessità delle diverse tipologie di impianti.
Discorso analogo per i refrigeranti a base di HC (idrocarburi) come R290 e R600 per i quali si è sviluppata una serie di PAG per impianti AC/R dedicati a questo tipo di applicazioni.
Controllo del grado di solubilità, mantenimento del potere lubrificante e stabilità chimica sono gli elementi essenziali per il progresso dei nuovi sistemi.
Fonti:

