Catena del freddo: la chiave per una sicura distribuzione dei vaccini
Fino a qualche mese fa, la scoperta del vaccino sembrava il traguardo da raggiungere per debellare il Covid19. Oggi, sappiamo che sfida altrettanto impegnativa è la sua distribuzione. La catena del freddo gioca un ruolo cruciale e anche Errecom, grazie al know-how che da sempre la caratterizza, può dare il suo contribuito. Servono organizzazione, strategia e impianti di refrigerazione super-performanti, in grado di funzionare al massimo delle loro potenzialità, per evitare che errori banali si traducano in perdite di dosi preziose per la salvezza di vite umane.
La consegna di una quantità enorme di dosi di vaccini in tempi relativamente ridotti rappresenta la più grande sfida logistica che l’intero mondo abbia mai affrontato. A preoccupare gli esperti, i tecnici del freddo e gli operatori della logistica è soprattutto la temperatura a cui tali dosi vanno conservate durante gli spostamenti. Temperatura che diventa particolarmente complicata da garantire, soprattutto nel cosiddetto ultimo miglio, ovvero la fase finale di consegna del vaccino, al luogo della sua somministrazione al paziente.
Il vaccino Pfizer, uno tra i più promettenti, richiede infatti trasporto e stoccaggio a temperature comprese tra i – 70° e i -80° C. Notizie più positive invece arrivano da Moderna, la quale ha dichiarato che il vaccino sviluppato è conservabile fino a sei mesi a -20°C.
Ad ogni modo, in entrambi i casi un aumento della temperatura di conservazione causerebbe un inevitabile deperimento dei vaccini, soprattutto nel caso degli Pfizer. Questi ultimi infatti durerebbero solo 24 ore se conservati ad una temperatura tra i 2° e gli 8° C, mentre i Moderna manterrebbero la loro efficacia fino a 30 giorni.
È perciò necessaria una catena del freddo sicura, reattiva e ben organizzata per evitare che errori, all’apparenza banali, finiscano per compromettere il buon esito della campagna vaccinale.
Come può la catena del freddo garantire un trasporto e uno stoccaggio ottimale dei vaccini?
Camion e mezzi di trasporto refrigerati, ma anche unità di stoccaggio e stanze ultra-refrigerate per garantire una conservazione duratura del vaccino una volta che questo sia giunto a destinazione. Questo, per lo più, è quello che hanno già riportato e di cui hanno ampiamente discusso media ed esperti.
Poca, invece, l’enfasi posta fino ad ora sull’importanza del controllo e della manutenzione di tali impianti. Eppure, è di vitale importanza che questi ultimi siano ultra-performanti, se si vuole garantire una distribuzione dei vaccini senza intoppi, sicura anche per l’ambiente e con un adeguato consumo di energia.
È necessario agire in un’ottica preventiva: un impianto non correttamente manutenuto non riuscirebbe infatti a mantenere le temperature richieste, consumerebbe una quantità di energia decisamente superiore rispetto a quella ottimale e i rischi di rotture sarebbero molto elevati. Per non parlare poi dei danni ambientali che si verificherebbero in caso di perdite di gas refrigerante, uno degli elementi che maggiormente contribuisce all’effetto serra.
Non possiamo permettercelo! Perché in questo caso si tradurrebbe nella perdita di dosi preziose di vaccino, fondamentali per la salvezza di vite umane.
Da anni il know-how e i prodotti di Errecom sono apprezzati in tutto il mondo, non solo per la capacità di risolvere problemi, ma anche per la loro abilità di agire in modalità preventiva garantendo agli impianti di mantenere il medesimo livello di efficienza nel tempo.
Cool-Shot Ultra è l’additivo sviluppato da Errecom per mantenere o ripristinare l’efficienza di tutti gli impianti di climatizzazione e refrigerazione, evitando o risolvendo il problema della formazione dell’Oil Fouling, l’olio depositato sulle pareti dell’impianto che riduce la capacità di scambio termico. L’uso preventivo di Cool-Shot Ultra permette di mantenere inalterate nel tempo le performance dell’impianto, riducendo i costi di gestione, le emissioni di CO2 e l’insorgenza di rotture.
Extreme Ultra, invece, è il turafalle ideale per applicazioni preventive che inserito all’interno dell’impianto è in grado di individuare immediatamente la formazione di micro-falle fino a 0,3 mm, riparandole in maniera permanente.
Tutti gli additivi Errecom non contengono polimeri, pertanto non reagiscono a umidità e ossigeno e sono compatibili con tutti i tipi di lubrificante e di gas refrigerante. Riducono significativamente il rumore del compressore e sono sicuri sia per le componenti dell’impianto che per l’operatore.
Concludiamo condividendo le affermazioni rilasciate da Federico Riboldi, sindaco di Casale Monferrato capitale italiana del freddo con un’esperienza nel settore che risale al primo dopoguerra, intervistato da Sky TG 24: “…non possiamo permetterci di sprecare neanche un vaccino, non possiamo permetterci che celle non di qualità facciano deperire i vaccini e li rendano inefficaci”.
Ci auguriamo che i risultati della ricerca di Errecom, testati negli anni in più di 130 Paesi, possano anche in questa situazione senza precedenti garantire impianti performanti all’intera catena del freddo, in modo che venga assicurata una distribuzione sicura ed efficace dei vaccini.

