5 regole per un espresso al top

Chi lavora nel mondo Ho.re.ca. lo sa: un buon espresso non è mai frutto del caso, anzi, è un’arte che richiede passione e dedizione. Per gli italiani, in particolare, il caffè è molto più di una bevanda, è il rito della mattina, convivialità, tradizione, cultura. Non a caso, infatti, i professionisti del settore si basano su tecniche e best practice alle quali hanno dato un nome specifico “regola delle 5 M”. Non la conosci? Te la spieghiamo in questo articolo.
Tempo Lettura: 3 min
1. Miscela

La prima “M” da prendere in considerazione per un caffè di qualità è la miscela! Nell’immaginario collettivo si tende a credere che la 100% Arabica sia in assoluto la migliore; nella realtà, di qualsiasi miscela si tratti, la qualità dipende da fattori ben specifici, come la zona di provenienza, il tipo di raccolta, l’annata, la lavorazione, il trasporto. Per il resto poi, è una questione soggettiva: il sapore dell’arabica è più delicato, aromatico e dolce, mentre altre, come la robusta hanno un tono più intenso e corposo. Un dettaglio importante che baristi e professionisti dell’Ho.re.ca devono considerare, inoltre, è che l’Arabica risulta più complessa e difficile da lavorare e richiede quindi maggiore abilità in fase di preparazione.

2. Macinatura

La macinatura è un altro aspetto fondamentale da tenere in considerazione e dipende sia dal tipo di caffè che dalle condizioni atmosferiche locali. Affinché la qualità sia sempre al top, è necessario regolare il grado di macinatura in base al tasso di umidità e, nello specifico, ridurlo quanto più quest’ultimo è elevato.

3. Macchina

Il caffè al bar è più buono, lo dicono tutti e non c’è dubbio che il merito sia anche delle attrezzature utilizzate. Nello specifico, bar, ristoranti e locali, utilizzano macchine a leva che si distinguono da quelle a cialde o capsule (prettamente usate in ambio domestico) per via del totale controllo sulla preparazione del caffè. Questo sistema, infatti, permette a chi prepara la bevanda di stabilire quanto a lungo l’acqua rimarrà a contatto con il caffè e di controllare la temperatura dell’acqua e la pressione.

4. Mano dell’operatore

La differenza poi, come in tutti i settori, la fa anche la professionalità dell’operatore.
Da questo punto di vista la qualità del caffè dipende dalla dose inserita nel filtro e dalla pressione esercitata. Quest’ultima, infatti, deve essere sufficiente affinché il caffè risulti adeguatamente compatto, ma non troppo elevata o andrebbe ad incidere in maniera negativa sull’aroma della bevanda. Ovviamente, prima di procedere il professionista deve verificare che la macchina funzioni correttamente e sia pulita, ma per entrare nei dettagli passiamo al punto successivo.

5. Manutenzione

Manutenzione della macchina del caffè vuol dire essenzialmente una cosa: pulizia. Il caffè, infatti, è una sostanza igroscopica e questo significa che assorbe umidità e odori. Una pulizia superficiale porterebbe la bevanda ad incorporarli, rovinandone l’aroma. Ulteriore nemico della bevanda preferita dagli italiani, poi, è il calcare, determinato dalla durezza dell’acqua. Residui accumulati nel serbatoio dell’acqua e negli ugelli della macchina vanno assolutamente rimossi e a tale scopo è opportuno utilizzare prodotti specifici formulati da aziende serie e affidabili. Moka è il pulitore per macchina del caffè sviluppato da Errecom e registrato NSF (A3): l’ente certificatore indipendente maggiormente accreditato a livello mondiale che dal 1944 verifica e certifica che i prodotti soddisfino precisi standard internazionali di salute pubblica e sicurezza. Grazie alla formula altamente efficace, l’azione disincrostate e anticalcare è garantita e, se usato regolarmente, previene la formazione di nuove incrostazioni e residui. Non solo Moka preserva il gusto del caffè ma contribuisce a prolungare la vita della macchina, con ovvi risparmi per il proprietario del locale. Non dimentichiamo, infine, che manutenzione e pulizia sono operazioni che vanno eseguite quotidianamente o a rimetterci sarà, inevitabilmente, la soddisfazione dei clienti.

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