Il chimico risponde - Schiuma nel lubrificante dei compressori A/C: cause e spiegazioni

Tempo Lettura: 3 min
1. Una problematica sempre più ricorrente registrata dal mercato è legata all’interazione tra additivi e lubrificante. In cosa consiste?

Soprattutto nel settore automotive il mercato lamenta problemi di formazione di schiuma nel lubrificante contenuto nel compressore in seguito all’inserimento di additivi o traccianti a base solvente.

2. Da cosa dipende questa formazione di schiuma?

La schiuma è un insieme di piccole bolle di gas refrigerante che si accumulano sopra o vicino alla superficie del fluido. La presenza di bolle d’aria nel fluido può portare ad un’eccessiva ossidazione, cavitazione, riduzione delle proprietà lubrificanti dell’olio con conseguenti guasti dell’impianto.

Le cause della formazione di schiuma sono molteplici:

  • contaminazione da acqua, solventi e solidi;
  • problemi meccanici e/o errata regolazione dell’impianto (temperature di aspirazione non idonee e pressioni d’esercizio troppo elevate o troppo scarse);
  • contaminazione incrociata del fluido con il lubrificante sbagliato;
  • antischiuma esaurito (perché inserito in concentrazione troppo irrisoria oppure consumato e/o alterato dall’interazione con altri additivi);
  • antischiuma introdotto in eccesso.

La risoluzione dei problemi di formazione di schiuma deve necessariamente passare per l’identificazione della sua causa primaria. Questo processo non si limita all’osservazione visiva del fenomeno ma richiede approfondimenti e verifiche presso laboratori accreditati.

3. Come mai questo fenomeno avviene soprattutto nel mondo automotive?

Questo perché l’interazione tra gli additivi a base solvente (particolarmente diffusi in automotive) e il lubrificante compromette la stabilità degli additivi antischiuma presenti in tutti gli oli.

Le interferenze dell’additivo impediscono il corretto funzionamento dell’antischiuma e, soprattutto, concorrono ad abbattere anche la viscosità dell’olio lubrificante, perturbando l’intero sistema refrigerante.

Ciò è facilmente riscontrabile prestando attenzione agli elementi comunemente presenti negli additivi (calcio, magnesio, boro, molibdeno, fosforo, zolfo, ecc.) che sono trasferiti all’olio lubrificante dell’impianto.

4. Perché questo fenomeno non si è mai verificato con gli additivi/lubrificanti Errecom?

Esistono molti tipi di additivi chimici che, miscelati negli oli base, ne migliorano le proprietà, conferendone di nuove laddove possibile ed eliminando quelle non desiderate.

Gli additivi lubrificanti sono composti organici o inorganici disciolti o sospesi come solidi nell’olio che svolgono tre ruoli fondamentali.

  • Migliorare le proprietà dell’olio lubrificante con antiossidanti, inibitori di corrosione, agenti antischiuma e agenti demulsionanti.
  • Eliminare le proprietà indesiderate dell’olio con agenti di riduzione del punto di scorrimento e miglioratori dell’indice di viscosità.
  • Conferire nuove proprietà agli oli con additivi per pressioni estreme (EP), detergenti, disattivatori di metalli e agenti emulsionanti.


Errecom, da produttore di lubrificanti e additivi, ne conosce perfettamente le interazioni e può pertanto garantire che il loro utilizzo combinato non genera questo tipo di problematica. Infatti, tutti i nostri additivi sono formulati per esplicare la propria efficacia senza alterare le caratteristiche organolettiche dell’olio lubrificante in cui vengono inseriti.

Nello specifico, gli additivi Errecom sono:

  • privi di solventi, garantendo così un minor apporto di acqua e/o contaminanti all’olio lubrificante in cui vengono introdotti
  • perfettamente miscibili con tutti i lubrificanti attualmente presenti in commercio
  • in grado di impedire al lubrificante di formare una schiuma persistente e capaci di ridurre la tensione superficiale per accelerare il collasso della schiuma

 

5. Come scegliere l’additivo after-market più idoneo a ripristinare le prestazioni originarie del lubrificante?

L’utilizzo di additivi è fondamentale per garantire nel tempo l’efficienza di un impianto e, conseguentemente, ridurne i consumi.

Tra i consigli per la scelta dell’additivo più idoneo, vi suggerisco di affidarvi sempre e solo a produttori la cui professionalità è riconosciuta dal mercato e considerate che chi conosce a fondo i lubrificanti per la refrigerazione sa di cosa gli impianti hanno bisogno.

Diffidate, inoltre, dai prodotti a base solvente: gli additivi devono essere veicolati esclusivamente dal lubrificante affinché non vadano ad alterare quello già presente nel sistema.

Seguite attentamente le istruzioni d’uso: dosaggio e procedura corretti sono fondamentali per raggiungere il risultato.

Ultimo ma non meno importante è, chiaramente, determinare quali siano i reali problemi dell’impianto: acidità, perdite di gas refrigerante, oil fouling etc. Problemi diversi richiedono soluzioni diverse.

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